Matteo Ricci e la Cina

leggendo il Tao te ching mi accorgo che viene frainteso da interpretazioni a mio giudizio viziate in una visione narcisistica e relativistica, che deriva da uomini viziosi e poco profondi. Ahimè sono i padri della nostra cultura insignificante, i maestri del sospetto tanto osannati quanto sofisti nel senso deteriore. Sofisti di fatto, non dico di proposito perchè non conosco la loro coscienza.
 
Ecco: già il titolo del Tao te ching richiama "La regola celeste". Si parla di regola, di via…non si dice "lasciati andare in una ricerca senza scopo, goditi la vita come un irresponsabile attimo dopo attimo…". Ci mancherebbe altro: il Tao indica una via dura ma soave, prepara forse alla via che Cristo dice di essere. Ma certo se lo si legge per giustificare un qualunquistico relativismo soft stile new age il Tao diventa la via dell’uomo senza principio, dell’uomo mediocre, dell’uomo sbattuto come una canna dal vento, del trasformista camaleonte che con la scusa uno nessuno centomila non sa ammettere i propri limiti e le proprie responsabilità
 
ne ho parlato con un amico che conosce a fondo il giapponese e benino anche il cinese
                                                             
                                                                                                         ciao a tutti (continua)
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Informazioni su riccardofenizia

amo le arti marziali, insegno filosofia, sono un bersagliere e vi saluto per ora
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